giovedì 6 agosto 2009

Violenza sessuale: ancora Congo, stavolta le vittime degli stupri sono uomini minacciati con coltelli



Storie di violenze, stupri, oggi leggendo i quotidiani manca il respiro e l’occhio scorre veloce sperando che la nostra anima non si immedesimi neanche per un solo istante con quelle donne, uomini e bambini che vengono stuprati. Ieri la notizia della bambina che in un bordello cambogiano veniva fatta prostituire a soli 4 anni, oggi un resoconto dell’ Human Rights Watch, Oxfam, Onu fanno presente quello che succede nel Congo Orientale, ormai chiamato “il regno degli stupri”. E’ inconcepibile il fatto che donne e bambine vengano rapite e violentate, ma non è solo questo l’orrore! Dal rapporto, emerge che uomini armati, in aree confinanti con il Randa si introducono nelle capanne, puntano un coltello alla gola agli uomini, gli fanno abbassare i pantaloni e li violentano!!


CONTINUA A LEGGERE QUI


8 anni violentata da quattro coetanei: ripudiata dalla famiglia



La sua colpa? Quella di essere stata violentata da suoi coetanei e ora la famiglia la ripudia. Mondi diversi, culture “estremiste”, così, dopo che l’hanno spogliata della sua dignità, anziché ricevere il calore della sua famiglia, dovrà andare in un centro sociale che l’accoglierà….questa sarà la sua nuova famiglia! E quanto accade a una ragazzina violentata, non vale più nulla, non è più possibile contrattarla, non gli darebbero nulla in cambio…lì, dove le donne sono trattate come merce da scambio una bambina abusata è una macchina usata, non ancora da rottamare, ma da usare ogni tanto…giusto per farci un giro, che squallore!!!!!

Il ragazzino di 8 anni che l’ha violentata verrà giudicato come un adulto, e i gli altri tre ragazzini che hanno contribuito alla violenza saranno condannati come delinquenti minori…..


Usa/ Phoenix, un bambino liberiano di 10 anni arrestato per violenza sessuale. Ha violentato una connazionale di 8 anni con altri tre ragazzi
Un bambino liberiano di 10 anni arrestato per stupro. Il bimbo è accusato di aver stuprato, con altri tre liberiani, una connazionale di appena 8 anni. L’episodio sarebbe avvenuto un mese fa a Phoenix, in Arizona.
I quattro violentatori hanno un’età compresa tra i 9 e i 14 anni. La polizia ha detto che il più grande sarà trattato come un adulto mentre gli altri saranno incriminati come delinquenti minorili.
Le disavventure per la piccola non sarebbero finite qui, visto che i genitori, dopo la violenza sessuale, hanno ripudiato la bambina, ora affidata ai servizi sociali.


Articoli correlati:



Processo Astor/ Si trascina da mesi in un vortice di carte. Eredità da 185 milioni di dollari in ballo: imputato Anthony Marshall, accusato di essersi

Quindici settimane di processo, 65 testimoni, migliaia di pagine di verbale. Il processo Astor, al tribunale superiore di Manhattan, ancora non vede la fine. Anthony Marshall, 84 anni, il figlio della ricchissima Brooke Astor morta a 105 anni, e il suo avvocato Francis Morissey rischiano una condanna per truffa se la giuria confermerà l’accusa che Marshall e Morissey hanno approfittato della malattia di Brooke per estorcerle una firma e falsificare così il suo testamento.
Uno scandalo emerso nel 2006, quando il nipote della miliardaria, Philip, citò in giudizio suo padre proprio perché voleva che gli fosse revocata la custodia della donna, ormai agli ultimi stadi del morbo di Alzheimer. Quando la Astor è morta, si è scoperto che nel testamento la sua intera fortuna, circa 185 milioni di dollari, era finita nelle mani di Marshall.
Il processo, che vede l’opinione pubblica americana schierata all’unanimità contro il figlio ereditiere, si è allungato oltre ogni previsione. La pubblica accusa, infatti, hanno convocato decide di testimoni, rendendo il procedimento un labirinto di carte in cui la giuria dovrà districarsi per trovare la verità. Dopo quasi quattro mesi dalla prima udienza, gli esperti di diritto lanciano l’allarme: se si vuole che i giurati condannino Marshall, non li si deve annoiare con un processo fiume.
Lo stesso Henry Kissinger, uno degli amici di famiglia che aveva appoggiato la richiesta di revoca della custodia da parte del nipote della Astor, ammette: «La Procura sta consegnando il processo agli avvocati difensori». L’ultima fortuna per l’imputato è stata l’estromissione dalla giuria lo scorso maggio di Kim Sager, la più convinta sostenitrice della colpevolezza di Marshall. I motivi dell’espulsione non sono noti, ma l’ex giurata ha già trovato il modo per rendere pubbliche le sue idee sul processo: «Se fossi ancora lì, voterei sicuramente per la condanna. - ha detto la Sager - Non c’è alcun dubbio sulla malafede di Anthony e del suo avvocato».
Il processo in America è seguitissimo anche per le sue implicazioni sociali: i giurati sono tutti del ceto medio e si trovano a giudicare un uomo ricchissimo che, forse per avidità, è voluto diventare ancora più ricco.Fonte: Blitzquotidiano

Jonathan Bleiwess, sceriffo in Florida violenta ripetutamente clandestini. Non parlano per paura di essere espulsi


Come al solito chi abusa sessualmente difficilmente lo fa per caso, ma le loro prede sono scelte accuratamente, sia che esse siano piccoli bambini, sia che siano adulti. Oggi sulla cronaca estera è finito Jonathan Bleiweiss, vice sceriffo della contea di Broward, in Florida. Lui, uomo stimatissimo, con un passato lavorativo eccepibile, molti uomini arrestati in un solo anno, ma come al solito “LORO”, non hanno delle etichette che li contraddistinguono, non hanno le macchie sul viso, non parlano diversamente da NOI! Nel mirino dello sceriffo sono finiti molti uomini adulti, clandestini, violentati o, addirittura masturbati per strada. Gli uomini aerano assoggettati dal semplice stato in cui si trovavano: LA CLANDESTINITA’. Facendo leva sul suo ruolo autoritario che ricopriva, Jonathan obbligava gli uomini anche a lasciargli il loro numero telefonico, per poterli rincontrarli e abusare di nuovo di loro. Finalmente tutto è finito, ora lo sceriffo è indagato e dovrà affrontare un processo.

Per Nancy Ramirez, avvocato che si occupa dei diritti degli immigrati ha sottolineato come la scelta non sia casuale: «Sono soggetti vulnerabili, che non denunciano mai le violenze proprio per paura di essere espulsi e riportati oltre il confine».


È stato considerato per anni un pioniere dei diritti civili dei gay negli Stati Uniti. Adesso, però, la popolarità di Jonathan Bleiweiss, vice sceriffo della contea di Broward in Florida, è in deciso ribasso.
L’uomo, 29 anni, con un passato da “Impiegato dell’anno” per aver effettuato più di 100 arresti, è accusato di molestie sessuali nei confronti di 14 uomini. Con l’aggravante di aver usato la soggezione indotta dall’uniforme nei confronti dei soggetti più deboli.
Secondo l’accusa, infatti, Bleiweiss prendeva di mira soprattutto gli immigrati, fermandoli con un pretesto e imponendogli le proprie “attenzioni”. Alcune delle vittime, sotto la minaccia dell’arresto, sarebbero state costrette a lasciare al vice sceriffo il proprio numero di telefono cellulare, per organizzare altri incontri a sfondo sessuale.
Il poliziotto, indagato, già da metà luglio è stato sospeso dal servizio. E se il suo avvocato si dice ancora in attesa di «prove concrete che sostengano le accuse», le dichiarazioni delle vittime degli abusi aprono uno spaccato inquietante sulla vicenda.
Un uomo proveniente dal Messico ha sostenuto di essere stato aggredito tre volte da Bleiweiss sotto la minaccia del rimpatrio coatto. Un’altra vittima, sempre messicana, ha dichiarato che il vice sceriffo lo avrebbe fermato e masturbato due volte in mezzo alla strada.
Per Nancy Ramirez, avvocato che si occupa dei diritti degli immigrati ha sottolineato come la scelta non sia casuale: «Sono soggetti vulnerabili, che non denunciano mai le violenze proprio per paura di essere espulsi e riportati oltre il confine».
Articoli correlati:

martedì 4 agosto 2009

Fose l'Iran ha la prima bomba nucleare....un concentrato di uranio con diverse cariche esplosive..densità distruttiva



Per il “Times” sarà solo il via libera dell’ayatollah, Alì Khamenei (guida suprema della Repubblica Islamica) a decidere quando incominciare la costruzione della prima bomba nucleare, per “l’intelligence” invece potrebbe essere già pronta. Le conseguenze potrebbero essere devastanti: la testata potrebbe essere montata su un missile a lungo raggio “Shahab-3”. Si pensa che gli scienziati Iraniani abbiano trovato il modo per far detonate la bomba con un sistema innovativo: “multipoint initiation' . Consiste nell’imprigionare l’uranio altamente arricchito in una sfera, nella quale sono inseriti diverse cariche esplosive che, facendole esplodere simultaneamente si sprigiona la densità distruttiva……Un missile a lunga gittata può, oramai arrivare ovunque…..


Times. Atomica in un anno se Khamenei dice sì


LONDRA. L'Iran ha perfezionato la sua tecnologia nucleare e aspetta solo il via libera dell'ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema della Repubblica islamica, per costruire la prima bomba atomica: lo scrive il Times, citando fonti di intelligence occidentali. Secondo queste fonti, Teheran ha completato nel 2003 il programma per arricchimento dell'uranio, e se ci sarà l'ok di Khamenei, potrebbe realizzare il primo ordigno entro un anno. La testata atomica potrebbe essere montata sul missile a lungo raggio Shahab-3. Secondo le fonti di intelligence citate dal quotidiano, il ministero della Difesa iraniano ha gestito per anni un dipartimento segreto di ricerca nucleare a fini bellici, con centinaia di addetti. L'operazione sarebbe stata gestita da un'agenzia interna segreta denominata Amad, e guidata da Mohsin Fakhri Zadeh, professore di fisica ed alto esponente del Consiglio dei guardiani della rivoluzione. Due anni fa, i servizi americani dissero che Teheran aveva interrotto il suo programma bellico per paura di un'invasione americana dal vicino Iraq. Ma le fonti del Times spiegano che i lavori sono stati fermati perché i risultati desiderati erano stati raggiunti: si sapeva come costruire un ordigno nucleare da montare sui missili a lunga gittata. Dopo il sì di Khamenei, ci vorrebbero sei mesi per arricchire l'uranio, e altri sei per assemblare la testata atomica. "L'elemento principale nel 2003 - dice la fonte al quotidiano britannico - era la mancanza di materiale per la fissione, così la scelta migliore era rallentare. Pensiamo che lo stesso leader supremo decise allora di fermare il programma, visti i buoni risultati". Secondo il Times, gli scienziati iraniani hanno tentato di apprendere come far detonare una bomba secondo il sistema chiamato 'multipoint initiation', nel quale si circonda uranio altamente arricchito raccolto in una semisfera di metallo con diverse diverse forti cariche esplosive. Facendole esplodere simultaneamente, si garantisce un impatto in vari punti della sfera, creando la densità critica necessaria. "Se il leader supremo prenderà la decisione di costruire la bomba, noi riteniamo che siano in possesso di uranio a diversi livelli di arricchimento nell'impianto di Natantz: servirebbero sei mesi, a seconda di quante centrifughe siano attive (per produrre il materiale necessario alla bomba). Ma non sappiamo se la decisione sia già stata presa", dicono le fonti di intelligence. Gli Stati Uniti hanno dato all'Iran fino al mese prossimo per aprire colloqui sul dossier nucleare; tuttavia, speranze di un impegno costruttivo sono diminuite dopo la repressione delle dimostrazioni antigovernative seguite alle elezioni presidenziali che hanno visto la conferma di Mahmud Ahmadinejad. La scorsa settimana Ehud Barak, ministro della Difesa israeliano, ha ribadito che un attacco agli impianti nucleari iraniani resta un'opzione. I militari israeliani ritengono che la distruzione di siti come Narantz e Arak riporterebbe indietro il programma atomico di Teheran di due-tre anni.

martedì 24 febbraio 2009

sabato 21 febbraio 2009

Festini pedo-sadomaso in ville tra Francia Belgio e Italia, anche a Roma e dintorni, a Te la do io Tokyo, ascolta la trasmissione

La testimonianza di Miriam, è una di quelle cose che abbiamo letto quando in alcuni casi ancora aperti si parlava di sette, di organizzazioni, di rete dei pedofili, con la differenza che Miriam, ragazza adottata, ha vissuto fin dall’età di 2 anni questo inferno, crescendo con questo concetto, credendo che fosse la normalità, così diventa da abusata, a abusante,. Giunge un giorno che scatta qualcosa in lei che le fa dire basta. Si rende conto che tutto quello che gli sta accadendo intorno è morboso e mostruoso e che non è normale, e decide di uscirne fuori. E’ qui che il caso ha voluto che anche la sig.Maloni chiede aiuto e tutte e due si ritrovano nello stesso istituto per essere aiutate. Miriam riconosce Fiona, ricordandola in compagnia del nonno e del Padre, li ricorda a quelle feste di abusi sessuali organizzate dai pedofili....continua.....